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La responsabilità del Direttore Generale dell’A.S.L. per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro

La recente sentenza di condanna in appello dell'ex Direttore Generale della A.S.L. di Bari per omicidio colposo, aggravato dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, in relazione alla tragica morte nel 2013 di una psichiatra, uccisa da un paziente all’interno di un Centro di Salute Mentale della A.S.L. barese, evidenzia un aspetto di fondamentale importanza per tutte le aziende sanitarie: la responsabilità organizzativa e manageriale nella tutela della sicurezza del personale sanitario.

A cura di Avv. Giuseppe M. Cannella e Avv. Luca De Marchi

Il caso in commento, lungi dall'essere isolato –  in una vicenda analoga, un direttore sanitario di una struttura privata è stato condannato per omicidio colposo per non aver prevenuto infezioni nosocomiali fatali per alcuni pazienti – permette di approfondire il concetto di responsabilità sanitaria, che va ben oltre le tradizionali sfaccettature civili e penali legate a negligenza, imprudenza o imperizia degli operatori sanitari. 

La sentenza pone l'accento sulla responsabilità manageriale nella creazione di un ambiente di lavoro sicuro per gli operatori sanitari. Il tragico evento, infatti, ha messo in luce gravissime carenze nelle misure preventive adottate dalla direzione aziendale e i giudici hanno statuito una diretta correlazione tra tali carenze organizzativo-strutturali del servizio e l’evento, attribuendo al Direttore della struttura sanitaria una precisa responsabilità penale per non aver garantito le condizioni di sicurezza necessarie per lo svolgimento del servizio. 
Questo evidenzia un collegamento diretto tra la mancanza di adeguate misure di sicurezza e l'aumento del rischio di aggressioni, un fenomeno purtroppo sempre più diffuso nel settore sanitario.
Nel processo erano imputati anche l’ex funzionario e l’ex segretario del Direttore Generale per aver redatto il falso Documento di Valutazione dei Rischi della struttura, compilato dopo l’omicidio e retrodatato «per coprire le sue mancanze» e «sviare le indagini». 

La responsabilità del direttore generale della struttura sanitaria, dunque, non è limitata alla semplice gestione economico-amministrativa, ma si estende alla garanzia di un ambiente di lavoro sicuro e conforme alle normative vigenti.

Il ruolo del D.Lgs. 81/2008 e gli Obblighi dei Dirigenti
Il Decreto Legislativo 81/2008 definisce chiaramente gli obblighi dei dirigenti in materia di sicurezza sul lavoro. Questi obblighi includono una valutazione costante dei rischi, l'implementazione di misure preventive e la sorveglianza sulla loro effettiva applicazione. Nel contesto sanitario, questo si traduce in una serie di azioni concrete che le direzioni delle ASL devono intraprendere:
- Aggiornamento del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi): il DVR deve essere aggiornato regolarmente e accuratamente, riflettendo eventuali modifiche organizzative o strutturali che possano influenzare la sicurezza del personale. Questo include la valutazione specifica dei rischi di aggressione da parte di pazienti o familiari.
- Formazione Continua: è fondamentale investire in percorsi formativi mirati e continui per il personale, focalizzati sulla gestione delle emergenze, sulla de-escalation dei conflitti e sulla prevenzione dei rischi specifici del settore, come le aggressioni fisiche e verbali. 
- Protocolli operativi chiari e comunicati efficacemente: L'adozione e la comunicazione di protocolli operativi chiari e comprensibili per la gestione delle situazioni a rischio è essenziale. È necessario assicurarsi che questi protocolli siano compresi e correttamente applicati da tutto il personale.
- Figure specializzate: la valutazione dell'inserimento di figure specializzate, come security manager o personale addetto alla sicurezza, può essere fondamentale per gestire efficacemente le problematiche di sicurezza e supportare la direzione nell'individuazione e nell'attuazione di misure preventive e protettive. Un esempio concreto e virtuoso è quello dei pronto soccorso di Bologna, dove grazie a un protocollo con la Questura locale sono stati installati pulsanti di emergenza collegati direttamente alla sala operativa della polizia.

La condanna dell'ex Direttore Generale dell'A.S.L. di Bari rappresenta un monito per tutte le aziende sanitarie. La responsabilità sanitaria non si limita alla semplice assistenza medica, ma include la creazione di un ambiente di lavoro sicuro e protetto per il personale. 
L'implementazione di misure preventive adeguate, in linea con le normative vigenti e con le best practices del settore, rappresenta un impegno imprescindibile, volto non solo a prevenire ulteriori tragedie, ma anche a migliorare complessivamente la qualità dell'assistenza sanitaria e il benessere di tutti gli operatori.